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Israele, Netanyahu propone crypto contro le sanzioni: la banca centrale frena

6 giorni fa
Tempo di lettura: 2 min

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato di voler esplorare l’uso di criptovalute e tecnologia blockchain per proteggere l’economia da possibili sanzioni internazionali, comprese eventuali restrizioni al sistema bancario. La proposta ha ricevuto una risposta critica dalla Banca d’Israele e da numerosi economisti.


Che cosa è stato annunciato

Secondo Reuters, Netanyahu ha parlato in un’intervista televisiva della necessità di preparare un’economia alternativa qualora Israele fosse colpito da sanzioni più ampie. Alla domanda se si riferisse alle criptovalute, ha confermato il riferimento e ha citato anche la blockchain.

Al momento, però, non sono stati presentati un progetto tecnico, una struttura normativa, un calendario o strumenti specifici. È quindi corretto parlare di un orientamento politico ancora generico, non di una misura approvata o già operativa.


La posizione della Banca d’Israele

La banca centrale israeliana ha respinto l’idea che le criptovalute possano offrire una via affidabile per aggirare le sanzioni. Ha indicato come priorità la tutela dei rapporti economici con i principali partner commerciali e la prevenzione delle restrizioni internazionali attraverso le scelte politiche.

Più di cento economisti, tra cui ex funzionari della banca centrale e premi Nobel, hanno inoltre firmato una lettera critica. Secondo i firmatari, un isolamento economico potrebbe ridurre investimenti e occupazione e indebolire la capacità finanziaria del Paese. Le dichiarazioni arrivano alla vigilia delle elezioni israeliane e vanno lette anche in questo contesto.


Perché la questione riguarda il settore crypto

La vicenda evidenzia un limite spesso trascurato: blockchain e criptovalute possono rendere possibili trasferimenti senza le tradizionali infrastrutture bancarie, ma non eliminano automaticamente controlli, tracciabilità e obblighi di conformità. Exchange, emittenti di stablecoin, fornitori di custodia e accessi alla valuta tradizionale possono comunque essere soggetti a regole e sanzioni.

La proposta non implica quindi che Israele adotterà una criptovaluta nazionale o accumulerà riserve digitali. Per ora resta un’ipotesi politica contestata, priva dei dettagli necessari per valutarne fattibilità e conseguenze.


Fonte principale: Reuters, “Netanyahu rebuked for plan to use crypto to bypass economic sanctions”, 25 ottobre 2026 — https://www.reuters.com/business/finance/netanyahu-rebuked-plan-use-crypto-bypass-economic-sanctions-2026-10-25/

Riscontro: Financial Times, “Israeli central bank rejects Benjamin Netanyahu’s plan to use crypto to evade sanctions”, 24 ottobre 2026 — https://www.ft.com/content/39e475e7-0392-4856-aaaf-5ab3e35b8215


Questo contenuto ha finalità informative e non costituisce consulenza finanziaria.

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